Per il Socialismo europeo

Per il Socialismo europeo

domenica 12 ottobre 2008

11 ottobre: l'opposizione nelle mani di chi? Quale sinistra?

L'opposizione è nelle mani di chi?
Di quei compagni che ieri a Roma insultavano Fausto Bertinotti bestemmiando o di quelli che urlavano "frocio" a Nichi Vendola?
Io sono convinto che ieri, oltre a quelle persone, a Roma fossero presenti coloro che da tempo stanno lavorando per costruire un'opposizione responsabile, di sinstra, con un'idea diversa di società e rigorosa nei principi di giustizia, ugualianza e sostenibilità. L' "orgoglio comunista", non era proprio di tutti quei "globuli rossi" che sfilavano nelle strade della capitale, tante voci accorate all'urlo di "costituente di sinistra", rappresentavano il vero motore d'innovazione della politica italiana. Questa idea d'opposizione è l' unica percorribile se assunta considerando la prospettiva del contesto democratico e pluralistico del nostro paese. Non è possibile prefiggersi di allargare il proprio consenso, al fine di costruire una reale opzione d'alternanza, continuando ad aggrapparsi all'inno sovietico o ai vecchi cimeli storici, portati in piazza come in preda ad incontrollabili rigurgiti identitari. Quste persone ignorano lo spessore politico e culturale di Fausto Bertinotti, leader storico del PRC, che ha dato vita ad un partito e ha provato a dargli un futuro, non nei simboli ma nei contenuti. Non sono questi i "veri compagni", i veri compagni si confrontano e si rispettano, mai e poi mai, soprattutto tra comunisti, ci si dovrebbe additare come traditori. E che dire delle offese gratuite, rivolte a quel grandissimo personaggio politico che è Nichi Vendola, Governatore della Puglia?
Per noi di sinistra, da quando in quà essere omosessuali è diventato deprecabile? La verità è che qualcuno cercava di nascondere il proprio anacronismo dietro colpe inesistenti, da attribuire a chi invece sta cercando di dare un "domani" alla storia, la nostra storia. L' Associazione per la Sinistra, lanciata ieri da Vendola, costituisce il primo vero passo avanti verso un percorso ineluttabile, necessario e doveroso nei confronti di quel popolo che oggi ci chiede di essere rappresentato e tutelato. 300 mila manifestanti, alcuni ragionevoli altri indegni del prorpio passato!

venerdì 26 settembre 2008

I GIOVANI DELLA CASA AL FIANCO DEI LAVORATORI!

L’Italia ha la maglia nera per il livello delle pensioni e dei salari. Il Governo risponde fissando un tasso di inflazione come riferimento per gli aumenti contrattuali del 1,7%, un terzo in meno dell’inflazione reale. Qualità della scuola, dell’università e della ricerca sono principi irrinunciabili.Il Governo risponde riducendo gli investimenti nella ricerca e tagliando più di 8 miliardi per la scuola pubblica. Stravolge con provvedimenti assurdi e demagogici la qualità dell’istruzione e condanna a morte il tempo pieno. Penalizza gli insegnanti e licenzia i precari. L’Italia è divisa e frammentata, sempre più diseguale e precaria. Il Governo risponde, insieme a Confindustria, attaccando il contratto nazionale. Svuota le regole sulla sicurezza del lavoro e annuncia un “libro verde” che punta a ridurre sempre più i servizi pubblici. La Costituzione italiana definisce la salute come un diritto costituzionale.Il Governo taglia pesantemente le risorse per la sanità con la conseguenza della riduzione delle prestazioni per gli italiani e per gli immigrati. Il mercato del lavoro italiano utilizza sempre più lavoratrici e lavoratori immigrati, in fuga dalla fame e spesso dalla guerra e alla ricerca di una speranza nel nostro paese.Il Governo italiano in risposta nega loro l’integrazione e li sottopone a provvedimenti carichi d’odio.Per questi e altri motivi, La Casa dei Giovani della Sinistra sarà a fianco della CGIL, al parco Ferrari di Modena, il 27 settembre. Ci sarà per testimoniare quanto i giovani tengano al proprio futuro, ad una società migliore. Ci saremo per mandare un messaggio a quanti guardano i ragazzi e alle ragazze d’oggi con quella tranquillità di chi crede di averli anestetizzati con qualche format televisivo: oggi più di ieri siamo pronti a difendere i nostri e gli altrui diritti, siamo decisi a diffondere l’idea di una società più giusta ed equa, lontana da quella immaginata, e ormai in parte realizzata, da questa destra col sostegno di buona parte dell’industria. I Giovani scendono in campo con i lavoratori!

venerdì 5 settembre 2008

Prossima iniziativa della Casa dei Giovani della Sinistra


giovedì 28 agosto 2008

La scuola italiana e Modena hanno bisogno di mobilitazione, i Giovani della Sinistra ci saranno!

Mentre a Bergamo Luigi Roffia, dirigente scolastico provinciale, Roberto Bruni, sindaco della città, e Daniele Belotti, consigliere regionale della Lega Nord, discutono se alla cerimonia
d' apertura delle scuole sia meglio cantare l' inno d' Italia, con relativo alzabandiera, o "Notèr de Berghèm", secondo Belotti più rappresentativa dell' etnia padana, l' istruzione del nostro paese rischia di soccombere sotto ben altre incombenze. Dal meeting di CL a Rimini, la Gelmini avverte che le scuole andranno trasformate in fondazioni, tutte, anche quelle statali. In altre parole, in nome dell'autonomia, dovranno far spazio a partecipazioni private. La scuola "non statale", secondo Gelmini, ha dimostrato che si può risparmiare e che è il momento di finirla con «i piagnistei» sulle risorse insufficienti. Sugli insegnanti, dice che «ci vorrà un contratto differenziato», aggiunge la ministra e dovremo introdurre una «valutazione» dell'opera didattica di ciascuno. Annuncia, poi, un provvedimento per riconoscere la «possibilità di ottemperare all'obbligo scolastico anche attraverso la scuola professionale». A suo dire sarebbe un modo per riportare l'istruzione professionale «in serie A», seguendo l'esempio luminoso della Regione di Formigoni. Che possa risolversi piuttosto in un trucco per mandare in serie B una parte degli studenti non la sfiora nemmeno come tutte le vecchie ossessioni sessantottine. In più, la forbice estiva di Tremonti ha previsto che «in 45 giorni il ministro della Pubblica Istruzione dovrà dire come si tagliano altri 100mila insegnanti e 43mila di personale. Fra il 2009 e il 2011 la scuola pagherà un tributo di 7,8 miliardi di euro solo di tagli di organico», denuncia Panini della Flc-Cgil. Tremonti, di fatto, ha commissariato la Gelmini perché ha fissato per lei i tagli e poi le ha imposto che verranno verificati da una commissione mista tra Pubblica istruzione ed Economia. Il ministro potrebbe mettere mano alla rete scolastica, ad esempio ridefinendo il numero minimo di studenti in base al quale autorizzare una scuola ad una propria sede autonoma. Il 71,8% delle città italiane, 5756 per la precisione, hanno fino a 5mila abitanti. La maggior parte di queste piccole città si trova al Centro Nord. Sindaci e ministri di questo Governo, sarebbero disposti a fare economie chiudendo l'unica presenza di aggregazione per i giovani, o tutte le scuole delle aree montane. La seconda opzione è quella di aumentare il numero degli alunni nelle classi. Ma mettere 35 ragazzi in una sola classe, in un Paese come il nostro dove l'80% degli edifici scolastici non ha nemmeno l'abitabilità, vuol dire gestire un Cpt, un parcheggio. Terza opzione, ancora più probabile della prima: il 1 settembre del 2009 entreranno in vigore gli ordinamenti voluti dalla ex ministro Moratti. Questo Governo vuole portare fino in fondo la riduzione dell'orario scolastico, la soluzione con cui più realisticamente secondo Panini si può arrivare a per cancellare i 150mila posti stabiliti da Tremonti. La scuola elementare, dunque, scenderà dalle 30 ore minime di oggi a 27 ore, di cui 2 ore di religione cattolica, la scuola media ad altrettante 27 ore di cui 2 di altrettanta religione cattolica. Ultimo risparmio? Il ritorno al maestro unico, invocato da Bossi e altri come "macchina del tempo" per tornare ai mitici anni Cinquanta. Ecco perchè, almeno a Modena, La Casa dei Giovani della Sinistra si muoverà il 15 settembre, data dell' inizio per le scuole superiori, per fare informazione e per stimolare questa generazione a difendere il prorpo diritto ad un' istruzione accessibile e di qualità. Gruppi di ragazzi andranno davanti alle scuole a volantinare, a discutere e a spiegare quanto sia importante oggi difendere un patrimonio collettivo così fondamentale. Pertanto, siete tutti invitati a partecipare, esserci è un dovere per ogni ragazzo che voglia dirsi libero. Per maggiori informazioni e contatti, visitate http://www.casadeigiovanidellasinistra.blogspot.com/.
Alessio Pedrazzi

domenica 24 agosto 2008

Nel nostro Paese, Governo e prezzi uccidono la scuola!

Comprare i libri per i licei classici e scientifici dovrebbe costare al massimo 1.490 euro per tutto il ciclo di studi, mentre gli studenti degli istituti professionali dovranno sborsare per completare gli studi circa 913 euro. Lo prevede un decreto firmato dall’ ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che fissa per l'anno scolastico 2008/09 i tetti di spesa per i testi scolastici scelti dai docenti delle scuole superiori. Mentre per licei artistici e istituti d'arte la spesa massima complessiva per i cinque anni è mediamente di 1.000 euro, in una quinta professionale non si potrà spendere più di 120-140 euro l'anno, 370 euro sarà la spesa massima di un alunno che frequenta la terza classe di un liceo classico. In realtà, Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc stimano un aumento dei prezzi sui testi scolastici del 4% rispetto al 2007, con lo sforamento dei tetti fissati dal ministero della Pubblica Istruzione. L'Antitrust scende nuovamente in campo contro il caro-libri scolastici. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un monitoraggio sui costi dei libri scolastici, per verificare gli effetti dell'istruttoria conclusa nell'aprile scorso con l'accettazione degli impegni presentati dagli editori.Nell'ambito dell'iniziativa, da martedì 26 agosto saranno effettuate verifiche a campione, da parte delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, nelle librerie di otto capoluoghi di provincia per valutare le modifiche intervenute sul mercato dopo gli impegni presentati dagli editori e resi vincolanti dall'Autorità. L'obiettivo, anche in vista delle relazioni di ottemperanza che gli editori dovranno presentare entro dicembre 2008, è «verificare se nel mercato dell'editoria scolastica si stiano verificando gli attesi cambiamenti positivi per le famiglie, in termini di riduzione dei costi e di ampliamento dell'offerta, legati agli impegni delle case editrici resi vincolanti dall'Autorità». La maggior parte degli editori, ricorda l'Authority, si è infatti impegnata a sfruttare strumenti informatici per trasferire su supporto digitale parte dei contenuti prima diffusi solamente su carta, in modo da poter ottenere un contenimento della foliazione dei testi stampati e una conseguente riduzione dei costi di produzione: buona parte dei risparmi così ottenuti si sarebbe dovuto tradurre, in base agli impegni, in un contenimento dei prezzi di copertina, a beneficio dei consumatori. Dal fronte politico, la forbice estiva di Tremonti ha previsto che «in 45 giorni il ministro della Pubblica Istruzione dovrà dire come si tagliano altri 100mila insegnanti e 43mila di personale. Fra il 2009 e il 2011 la scuola pagherà un tributo di 7,8 miliardi di euro solo di tagli di organico», denuncia Panini della Flc-Cgil. Tremonti, di fatto, ha commissariato la Gelmini perché ha fissato per lei i tagli e poi le ha imposto che verranno verificati da una commissione mista tra Pubblica istruzione ed Economia. Il ministro potrebbe mettere mano alla rete scolastica, ad esempio ridefinendo il numero minimo di studenti in base al quale autorizzare una scuola ad una propria sede autonoma. Il 71,8% delle città italiane, 5756 per la precisione, hanno fino a 5mila abitanti. La maggior parte di queste piccole città si trova al Centro Nord. Sindaci e ministri di questo Governo, sarebbero disposti a fare economie chiudendo l'unica presenza di aggregazione per i giovani, o tutte le scuole delle aree montane. La seconda opzione è quella di aumentare il numero degli alunni nelle classi. Ma mettere 35 ragazzi in una sola classe, in un Paese come il nostro dove l'80% degli edifici scolastici non ha nemmeno l'abitabilità, vuol dire gestire un Cpt, un parcheggio. Terza opzione, ancora più probabile della prima: il 1 settembre del 2009 entreranno in vigore gli ordinamenti voluti dalla ex ministro Moratti. Questo Governo vuole portare fino in fondo la riduzione dell'orario scolastico, la soluzione con cui più realisticamente secondo Panini si può arrivare a per cancellare i 150mila posti stabiliti da Tremonti. La scuola elementare, dunque, scenderà dalle 30 ore minime di oggi a 27 ore, di cui 2 ore di religione cattolica, la scuola media ad altrettante 27 ore di cui 2 di altrettanta religione cattolica. Ultimo risparmio? Il ritorno al maestro unico, invocato da Bossi e altri come "macchina del tempo" per tornare ai mitici anni Cinquanta. Così si cerca di assassinare la scuola italiana, nascondendosi dietro becere propagande anti-’68 e divise scolastiche per ripristinare l’ ordine.

lunedì 28 luglio 2008

Alleanza PD-UDC: non s' ha da fare!

Non riconosco più i miei ex compagni DS ora nel PD!
Com' è possibile cancellare dal paese ogni parvenza di sinistra e pensare di rappresentare tutto
l' elettorato del centrosinistra? A mio avviso serabbe un disastroso errore politico. Molti elettori di Sinistra non capirebbero una mossa così azzardata, e per molti aspetti le culture di quei due partiti non sarebbero affatto conciliabili, anche sul locale. In più, in casa UdC si respira già
un' aria tesissima, il partito rischia di spaccarsi sotto le pressioni di Pezzotta e Co. Quindi non sarebbe da considerarsi nemmeno un investimento politico a lungo termine, ma solo un opportunismo contingente alle imminenti elezioni amministrative. Dopo un' opposizione all' acqua di rose e un' alleanza conservatrice, si metterebbe a repentaglio una fetta importante del possibile elettorato del PD, si rafforzerebbe il fronte cattolico a scapito di quello laico interno ai democratici e verrebbe spazzata via ogni possibilità di un' alternanza concreta alle destre. Fassino forse ignora la consistenza intellettuale degli elettori che il suo partito chiama alle urne, ignora anche le altre strategie utili alla ricostrizione di un centrosinistra competitivo e di governo. Dobbiamo ripartire dalle amministrative del 2009, con liste civiche della Sinistra in un nuovo centrosinistra, che sappiano chiedere ai cittadini un voto che dia forza alle istanze di unità della Sinistra, che sappiano darsi un appuntamento nazionale dove gettare le basi di una Costituente, appuntamento irrinunciabile e fondante di tali liste. Intanto si può solo sperare che le forze socialdemocratiche e dalemiane interne ai democratici non si pieghino ad accordi forzati e dannosi, speriamo che almeno loro comincino a dar voce alle istanze di coloro che non vogliono un nuovo partito popolare. Per la Sinistra, per l' Italia!

domenica 27 luglio 2008

Dai congressi: la Sinistra ha già perso!

18 mozioni in 5 partiti, la Sinistra “del 3%” non impara dai propri errori, rimane senza coraggio e senza respiro strategico a lungo termine. Immobile nelle sue divisioni e nel proprio autoreferenzialismo antistorico, la Sinistra chiude la porta in faccia al futuro, all’ unica possibilità che ancora una volta lo svolgersi del tempo ci ha messo a disposizione. Ma non ci saranno altri appelli, la Sinistra o si fa ora, o non si farà più. I nostri elettori non perdoneranno la nostra rassegnazione e la nostra paura verso quei mille meccanismi delle segreterie di partito, che continuano a riaffermare i propri microinteressi politici, che difendono i propri pallidi e sbiaditi recinti come fossero feudi irrinunciabili per il rilancio di posizioni sempre più individuali. Gli interrogativi che dovrebbero dominare la scena pubblica non sono “come” e “quando rilanciare il Comunismo” ma “come” e “quando ritornare, come Sinistra, protagonisti del dibattito politico”, ormai dominato dalle disastrose istanze delle destre. Ogni singolo partitino di sinistra da solo ha già perso la propria battaglia culturale, rinunciando ad ambizioni di rappresentanza politica, di autorevolezza sociale, di presenza istituzionale. Dai congressi in corso non escono partiti rigenerati, ma dilaniati al proprio interno, senza prospettive e privi di quella forza che servirebbe a rilanciare ogni singolo progetto partitico. Si dimentica infatti che, disdegnando ogni forma di dialogo, ogni propensione ad un governo di coalizione, sia esso locale o nazionale, ci si condanna a rimanere impantanati nella logica dell’ opposizione ad oltranza. In essa è implicita la rinuncia a qualsiasi possibilità di intervenire in ogni processo decisionale e dove ci si condanna a non avere più nessun mezzo di finanziamento certo, senza sedi e fondi per riproporre le nostre idee, potremmo al massimo costituirci come associazioni culturali. Non è questo che ci chiede la nostra gente. Contrariamente agli interventi da me ascoltati durante il Congresso del PRC, in moltissime realtà amministrative sono gli stessi compagni vicini alle mozioni Ferrero e Grassi che cercano la mediazione col Partito Democratico, segno che anche loro reputano la strategia dell’ isolazionismo partitico un esercizio retorico e nulla più. Francesco Ferrara, ex responsabile dell’ Organizzazione della Segreteria del PRC, denuncia : “La mozione 2, seconda nei gruppi dirigenti, si afferma come la prima nella base del partito. Riteniamo opportuno segnalare che a queste cifre andrebbero sommati i circa 542 voti per la mozione 2 che sono stati annullati senza motivo reale, facendo valere il principio di maggioranza, dalla Commissione congressuale (mentre il "verdetto" su altri 150 è ancora pendente) e i 142 voti che sono stati cancellati "in anticipo" impedendo agli iscritti di votare. Di contro, la Mozione 1 ha incassato 201 voti provenienti da Circoli formatisi all'ultimo minuto e senza passare per l'approvazione dei rispettivi Comitati federali, in spregio alle regole statutarie. Nel complesso si tratta di una differenza di circa mille voti in meno per la nostra mozione.” Episodi di questo tipo fanno male all’ intero movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, che rimangono senza punti di riferimento e privi della speranza di un partito migliore. Dobbiamo ripartire dalle amministrative del 2009, con liste civiche della Sinistra in un nuovo centrosinistra, che sappiano chiedere ai cittadini un voto che dia forza alle istanze di unità della Sinistra, che sappiano darsi un appuntamento nazionale dove gettare le basi di una Costituente, appuntamento irrinunciabile e fondante di tali liste. Solamente in questo modo si potrà sfuggire ad un triste destino, incline ormai verso la scomparsa politica e sociale. E’ il momento delle responsabilità e dell’ audacia, senza le quali queste classi dirigenti potranno soltanto spolverare loculi pieni soltanto di vecchi cimeli e lotte lontane. E’ ora di lottare per le battaglie di oggi, quelle di questo secolo, che certamente vengono da conflitti storici e che a maggior ragione meritano un impegno politico innovativo e capace di imporsi.

Come giovane, quale problema avverti maggiormente?

Secondo te, qual' è la causa della sconfitta elettorale della Sinistra l' Arcobaleno?

Quale opposizione preferiresti al Governo Berlusconi?

Le "morti bianche" in Italia

Le "morti bianche" in Italia
4 vittime al giorno e 1338 all' anno.

Quale film preferisci?